La mattinata di venerdì è stata turistica: per prima cosa la visita al "Santuario de La Virgen De la Caridad del Cobre", appena

fuori città.
Io, Matteo, Roberto, Matteo e Carlos ci siamo andati in bici e il panorama era davvero splendido!
Rientrati a Santiago, doccia e visita allo splendido centro storico con le sue scalinate e i suoi palazzi coloniali, la casa della trova e la caserma Moncada dove ci fu il primo assalto dei rivoluzionari contro l'esercito di Batista. Siamo pure riusciti ad infiltrarci in una casa di musicisti che stavano provando il loro spettacolo...che divertimento!
Al tramonto ci siamo spostati (chi in auto chi di corsa) verso il mare, al castello di Sa

n Pedro del Morro dove ogni sera al calar del sole c'è una suggestiva cerimonia con lo sparo di un cannone.
Sabato 31 altro trasferimento, parte in van, parte in bici, verso il punto più orientale del nostro viaggio, la città di Baracoa, passando per la provincia di Guantanamo.
La tappa in bici è stata molto suggestiva, dapprima lungo l'autopista dove abbiamo pedalato con alcuni ragazzini della scuola di ciclismo locale, poi l'attraversamento di Guantanam

o, quindi il deserto attorno alla città con le colline da cui si intravede in lontananza la base USA, infine l'arrivo a una spiaggia molto carina dove ci siamo fermati per il pranzo e un po' di sole.
Nel pomeriggio abbiamo proseguito per Baracoa per l'unica strada che collega la prima capitale di Cuba al resto dell'isola, ovvero il passo della Farola: una salita di 18 km con relativa discesa. S

alendo il passo ci siamo trovati nel bel mezzo di un temporale fortissimo e al brutto tempo che ci avrebbe accompagnato per il resto del soggiorno a Baracoa. Qui abbiamo alloggiato nelle casas particulares entrando quindi in contatto diretto con i cubani, esperienza davvero molto interessante.
Per i tre giorni successivi, anche se il maltempo non ci ha lasciato godere il mare e le splendide spiagge come si deve, non abbiamo comunque perso tempo, alternando degli allenamenti di corsa, alla visita di una piantagione di cacao, a due belle uscite in bici, alla visita di una scuola elementare, ai ristoranti sulla spiaggia, a un bagno nel fiume e uno nel mare, al gelato e alla cioccolata calda della chocolateria e alle notti di salsa e reggeton alla casa della trova e in discoteca...
Martedì 3 è giunto il momento di ripartire, destinazione Holguìn, di nuovo nell'entroterra.
Io Matteo e Matteo abbiamo optato per una levataccia all'alba per scalare la Farola in bici...salita lunga ma andava fatta!!
Al di là del passo, lungo la discesa, ci aspettavano gli altri per continuare la pedalata di nuovo nella provincia di Guantanamo, lungo la strada costiera dove le sentinelle sono tanti cactus giganteschi. Al te

rmine della pedalata, per noi 135km, stanchi ma soddisfatti siamo risaliti in furgone per arrivare prima del tramonto ad Holguìn, città famosa per i suoi numerosi parchi e per l'arte. Purtroppo siamo riusciti a visitarla in fretta, vista la stanchezza e che il mattino dopo bisognava ripartire presto in sella. Il programma prevedeva infatti una settantina di km in bici e pranzo in un bellissimo ristorante tipico lungo la strada.

Dopo pranzo trasferimento a Camaguey dove abbiamo alloggiato nello stesso albergo dell'andata. Questa volta siamo riusciti a visitare le bellissima città, famosa per i tinajones, cioè grandi giare per conservare l'acqua. Io sono rimasta affascinata dai colori delle abitazioni e delle vie del centro. Divertente è stato il giro in bicitaxi fino ad una festa organizzata dai parenti di Fabio in pieno stile cubano dove abbiamo ballato un sacco!
Giovedì 5 febbraio siamo partiti da Camagùey verso il mare di Cayo Santa Maria, un paradiso sulle sponde dell'Oceano Atlantico. Parte del trasferimento l'abbiamo fatto in bicicletta e la voglia di arrivare in spiaggia era talmente tanta che abbiamo spinto per bene sui pedali. L'u

ltimo tratto del percorso, un terrapieno di 50 km rubati al mare, l'abbiamo fatto in furgone per arrivare il prima possibile al villaggio. Purtroppo con noi è arrivato anche un frente frio con tanto vento e nuvole a guastare il finale della vacanza.
Ancora una volta, comunque, il brutto tempo ed il freddo non ci hanno fermato. Infatti abbiamo continuato a pedalare a suon di rilanci sul terrapieno e sfide al vento contrario e noi triathleti siamo pure riusciti a fare un bel combinato bici+corsa. Invece di andare in spiaggia ci siamo raccolti a bordo piscina o al bar a progettare gli scherzi da farci l'un l'altro, quindi le risate sono risuonate in continuazione!
Tre giorni sono passati molto velocemente ed è giunto in fretta il momento di partire dal Cayo.
Domenica 8, infatti, dopo la visita al mausoleo di Che Guevara a Santa Clara, siamo montati per l'ultima volta in sella lungo l'autopista per La Havana per gli ultimi 70 km del tour: chi a tutta chi passeggiando e gustandosi il panorama e chiacchierando anche l'ultima tappa è vo

lata.
Finita la pedalata siamo risaliti in auto per l'ultimo tratto che ci separava dalla capitale. Il primo saluto è stato per Carlos che è rientrato a casa senza passare per La Havana.Per noi invece ultima serata a Cuba con cena in albergo e ultimo mojito, quello praticamente obbligatorio alla Bodeguita del Medio nel centro storico.

Lunedì mattina

presto una corsetta di rito lungo i viali (paseos) della capitale poi ne abbiamo approfittato per visitare la città. Io ci ero già stata nel 2003, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere come sia stata ristrutturata in questi anni e quanto i palazzi siano tornati a brillare. La vita cittadina è sempre molto attiva, noi ci siamo intrufolati per le vie di Havana Vieja per un po' di shopping e per gli ultimi scatti.

Un grazie a Marco e Gi

per l'organizzazione perfetta e a tutti i miei fantastici compagni di viaggio per la simpatia e la disponibilità... che dire: alla prossima!!!