Martina DOGANA blog

12 febbraio 2009

Cuba con Triathlontravel dal 27 gennaio al 10 febbraio

Martedì 10 febbraio sono rientrata da Cuba dopo 15 indimenticabili giorni di pedalate al caldo per un totale di 850 km, qualche allenamento di corsa, allegri spostamenti in minivan, tanta salsa e reggetòn, Cuba libre e mojitos.

E' stato un viaggio splendido alla scoperta della parte orientale dell'isola guidata da Marco e Gisselle Marchese (http://www.triathlontravel.com/). A farmi compagnia 20 splendidi nuovi amici d'avventura con i quali abbiamo creato un gruppo davvero affiatato.

Martedì 27 partenza da Venezia, scalo a Madrid, quindi in serata arrivo a La Havana abbastanza provati dalle 12 ore complessive di volo.
All'aeroporto ci aspettavano Gisselle con Eduardo, Tutico e Carlos, i nostri accompagnatori cubani che ci hanno portato all'albergo. Subito abbiamo montato le bici in modo che la mattina dopo fossero già pronte per la partenza ufficiale del tour.
Mercoledì mattina, infatti, sveglia all'alba (tanto nessuno era riuscito a chiudere occhio a causa del jet lag), colazione e via in pulmino fin fuori la capitale dove abbiamo iniziato a pedalare lungo l'autopista direzione sud est.
Forse la strada dritta, forse il caldo, forse il bisogno di smollare le gambe dopo il viaggio, fattostà che i primi km sono passati velocemente e ad una media elevata nonostante il vento contrario.
Dopo 65km pausa panini e siamo rimontati sui van. E' stata il trasferimento più lungo perchè bisognava arrivare fino a Camagùey dove abbiamo alloggiato in un caratteristico albergo del centro.
Prima di cena e di crollare sfiniti a letto, abbiamo fatto due passi per le vie del centro storico e finalmente ci siamo gustati il primo mojito della vacanza...
Il giorno seguente, giovedì 29, ristorati da un buon sonno, siamo ripartiti in furgone verso Santiago de Cuba, la città simbolo della revoluciòn. Dopo un paio d'ore in auto siamo scesi e abbiamo cominciato a pedalare per un'ottantina di km vallonati. Al tramonto abbiamo raggiunto Santiago. Cena in albergo e giretto in centro per cominciare a muovere i primi passi di salsa...
La mattinata di venerdì è stata turistica: per prima cosa la visita al "Santuario de La Virgen De la Caridad del Cobre", appena fuori città.
Io, Matteo, Roberto, Matteo e Carlos ci siamo andati in bici e il panorama era davvero splendido!
Rientrati a Santiago, doccia e visita allo splendido centro storico con le sue scalinate e i suoi palazzi coloniali, la casa della trova e la caserma Moncada dove ci fu il primo assalto dei rivoluzionari contro l'esercito di Batista. Siamo pure riusciti ad infiltrarci in una casa di musicisti che stavano provando il loro spettacolo...che divertimento!
Al tramonto ci siamo spostati (chi in auto chi di corsa) verso il mare, al castello di San Pedro del Morro dove ogni sera al calar del sole c'è una suggestiva cerimonia con lo sparo di un cannone.
Sabato 31 altro trasferimento, parte in van, parte in bici, verso il punto più orientale del nostro viaggio, la città di Baracoa, passando per la provincia di Guantanamo.
La tappa in bici è stata molto suggestiva, dapprima lungo l'autopista dove abbiamo pedalato con alcuni ragazzini della scuola di ciclismo locale, poi l'attraversamento di Guantanamo, quindi il deserto attorno alla città con le colline da cui si intravede in lontananza la base USA, infine l'arrivo a una spiaggia molto carina dove ci siamo fermati per il pranzo e un po' di sole.
Nel pomeriggio abbiamo proseguito per Baracoa per l'unica strada che collega la prima capitale di Cuba al resto dell'isola, ovvero il passo della Farola: una salita di 18 km con relativa discesa. Salendo il passo ci siamo trovati nel bel mezzo di un temporale fortissimo e al brutto tempo che ci avrebbe accompagnato per il resto del soggiorno a Baracoa. Qui abbiamo alloggiato nelle casas particulares entrando quindi in contatto diretto con i cubani, esperienza davvero molto interessante.
Per i tre giorni successivi, anche se il maltempo non ci ha lasciato godere il mare e le splendide spiagge come si deve, non abbiamo comunque perso tempo, alternando degli allenamenti di corsa, alla visita di una piantagione di cacao, a due belle uscite in bici, alla visita di una scuola elementare, ai ristoranti sulla spiaggia, a un bagno nel fiume e uno nel mare, al gelato e alla cioccolata calda della chocolateria e alle notti di salsa e reggeton alla casa della trova e in discoteca...
Martedì 3 è giunto il momento di ripartire, destinazione Holguìn, di nuovo nell'entroterra.
Io Matteo e Matteo abbiamo optato per una levataccia all'alba per scalare la Farola in bici...salita lunga ma andava fatta!!
Al di là del passo, lungo la discesa, ci aspettavano gli altri per continuare la pedalata di nuovo nella provincia di Guantanamo, lungo la strada costiera dove le sentinelle sono tanti cactus giganteschi. Al termine della pedalata, per noi 135km, stanchi ma soddisfatti siamo risaliti in furgone per arrivare prima del tramonto ad Holguìn, città famosa per i suoi numerosi parchi e per l'arte. Purtroppo siamo riusciti a visitarla in fretta, vista la stanchezza e che il mattino dopo bisognava ripartire presto in sella. Il programma prevedeva infatti una settantina di km in bici e pranzo in un bellissimo ristorante tipico lungo la strada.
Dopo pranzo trasferimento a Camaguey dove abbiamo alloggiato nello stesso albergo dell'andata. Questa volta siamo riusciti a visitare le bellissima città, famosa per i tinajones, cioè grandi giare per conservare l'acqua. Io sono rimasta affascinata dai colori delle abitazioni e delle vie del centro. Divertente è stato il giro in bicitaxi fino ad una festa organizzata dai parenti di Fabio in pieno stile cubano dove abbiamo ballato un sacco!
Giovedì 5 febbraio siamo partiti da Camagùey verso il mare di Cayo Santa Maria, un paradiso sulle sponde dell'Oceano Atlantico. Parte del trasferimento l'abbiamo fatto in bicicletta e la voglia di arrivare in spiaggia era talmente tanta che abbiamo spinto per bene sui pedali. L'ultimo tratto del percorso, un terrapieno di 50 km rubati al mare, l'abbiamo fatto in furgone per arrivare il prima possibile al villaggio. Purtroppo con noi è arrivato anche un frente frio con tanto vento e nuvole a guastare il finale della vacanza.
Ancora una volta, comunque, il brutto tempo ed il freddo non ci hanno fermato. Infatti abbiamo continuato a pedalare a suon di rilanci sul terrapieno e sfide al vento contrario e noi triathleti siamo pure riusciti a fare un bel combinato bici+corsa. Invece di andare in spiaggia ci siamo raccolti a bordo piscina o al bar a progettare gli scherzi da farci l'un l'altro, quindi le risate sono risuonate in continuazione!
Tre giorni sono passati molto velocemente ed è giunto in fretta il momento di partire dal Cayo.
Domenica 8, infatti, dopo la visita al mausoleo di Che Guevara a Santa Clara, siamo montati per l'ultima volta in sella lungo l'autopista per La Havana per gli ultimi 70 km del tour: chi a tutta chi passeggiando e gustandosi il panorama e chiacchierando anche l'ultima tappa è volata.
Finita la pedalata siamo risaliti in auto per l'ultimo tratto che ci separava dalla capitale. Il primo saluto è stato per Carlos che è rientrato a casa senza passare per La Havana.Per noi invece ultima serata a Cuba con cena in albergo e ultimo mojito, quello praticamente obbligatorio alla Bodeguita del Medio nel centro storico.Lunedì mattina presto una corsetta di rito lungo i viali (paseos) della capitale poi ne abbiamo approfittato per visitare la città. Io ci ero già stata nel 2003, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere come sia stata ristrutturata in questi anni e quanto i palazzi siano tornati a brillare. La vita cittadina è sempre molto attiva, noi ci siamo intrufolati per le vie di Havana Vieja per un po' di shopping e per gli ultimi scatti.
Un grazie a Marco e Gi per l'organizzazione perfetta e a tutti i miei fantastici compagni di viaggio per la simpatia e la disponibilità... che dire: alla prossima!!!

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