Il resto della giornata passa tranquilla tra un sonnellino e un massaggio (grazie alla bravissima e pazientissima Alessia, non solo ottima come fisioterapista, ma anche come compagna di stanza, tifosa e fotografa!) : d’altra parte oggi è importante riposare per accumulare più energie possibili!

La sera c’è la cerimonia di apertura con la parata delle nazioni: è sempre emozionante sfilare col tricolore in mezzo a tutti gli altri atleti stranieri! La cerimonia si è svolta ad Almere Stat, cittadina modernissima e tutta costruita a misura di bicicletta. Per noi è inimmaginabile e difficilissima da girare, abituati come siamo alle quattro ruote!

Sabato bisogna portare bici e casco in zona cambio ed è l’unico appuntamento ufficiale...faccio in fretta perché la tensione sale e preferisco la tranquillità della mia stanza. Ceniamo presto per riuscire ad andare a letto presto, anche se il sonno non sarà per niente facile!

Finalmente arriva domenica! La routine è quella di sempre: sveglia presto (stavolta anche più tardi del solito, alle 5!), colazione, trasferimento in zona gara, sistemazione zona cambio, muta, riscaldamento, chiamata alla partenza...l’emozione sale fino allo sparo dello starter. A nuoto sono due giri: uno piccolo con uscita sulla spiaggia e uno più lungo verso il porto di Almere. Il primo giro va bene, esco in un gruppetto tra cui riconosco altre atlete che sono un buon riferimento. Il secondo giro, invece, è un disastro: alla prima boa ci troviamo in mezzo agli Age Group partiti 20’ dopo di noi, le boe direzionali non si vedono più, perdo ogni riferimento e sbaglio completamente rotta. Sono costretta a fermarmi e ripartire, superare e far passare gli altri che giustamente devono andare a sinistra mentre io devo andare dritta. Alla fine ne esco e mi ricongiungo con un’altra ragazza che come me ha perso molto. Il tratto verso il porto è lunghissimo e in più contro sole e con una forte corrente contraria...che fatica! Quando esco dall’acqua sono un po’ demoralizzata di mio in più Sergio mi dice che ho un ritardo abissale

, ma che bisogna provare a recuperare in bici (che discorsi, ovvio, no?!) ecco il secondo madornale errore della giornata: invece di restare calma e ragionare comincio a spingere a tutta sui pedali. Il vento è forte, ma le gambe girano abbastanza...per il primo giro!
Il secondo invece un po’ meno, ma stringo i denti e sempre a tutta. Dopo 120 km praticamente da sola scen

do 12°, qualcosa ho recuperato, ma so di poter far meglio con la corsa. Le gambe però non sono della mia idea: ho speso troppo in bici, ora devo cercare una corsa più economica possibile.. “spingi di piedi, usa la testa, respira, bevi, corri” la concentrazione resta alta, dopo il primo giro sono 11°, ma comincio a vedere la 10° e aumento quel che riesco. Non è certo la mia miglior giornata, ma la voglia di far bene è sempre tanta. La decima posizione è mia, non posso mollare anche se gli ultimi 5 km non passano più. Finalmente l’arrivo, non ho neanche la forza di alzare le braccia, ma anche oggi ho dato il massimo e ho fatto tanta tanta fatica!
Dopo un po’ arrivano anche Maria e Bet, anche loro sfinite dopo il loro primo mondiale da Elite. A squadre siamo quarte, a pochissimo dalle Americane, peccato perché nel podio ci abbiamo sperato tanto e abbiamo fatto davvero il possibile!